lunedì 29 settembre 2014

di cuore

Certo.. dovrei aspettare, dovrei vedere come va... eppure.
Eppure senza dirci niente, ci abbiamo provato. Non sono servite parole, e non servono parole. Perché la parola implica il pensiero, ed è chiaro che il pensiero ti porta da altre parti. Ma tu, che sei cuore, e pancia, e istinto, e amore, sai che la tua strada è anche qualcos'altro. Qualcosa che non si dice, ma che c'è, e lo capisci quando guardi Lui negli occhi e vedi che anche lui sta pensando la stessa cosa, e cioè che è il momento giusto.

venerdì 19 settembre 2014

cosa ci resta di questa estate

Dunque, considerando che Mattia era con me quando ho fatto l'esame  di ammissione a questa università, direi che questa è la prima estate in cui ha potuto beneficiare (?) della mia presenza tutti i giorni, senza che nessun "devo studiare" lo potesse allontanare da me.
Questa estate viene dopo un anno di delirio completo: scuola, esami e laboratori obbligatori che mi hanno imposto un ritmo di lavoro frenetico e senza pause, neanche nei week end. Un anno che è stato di grandi cambiamenti: siamo entrati in quella che è a tutti gli effetti casa nostra (si ok, per ora e per molti anni sarà casa della banca, ma non pensiamoci!) e Mattia ha iniziato la scuola materna.
Mattia ha iniziato la materna nel momento esatto in cui siamo venuti a vivere nella nuova casa: questo mix di cambiamenti è stato a dir poco esplosivo l'anno scorso. Non si riusciva a capire dove terminasse il pianto per il cambio di scuola e dove iniziasse il pianto per il cambio di casa. E io, che ingenua sono stata a pensare che due anni e mezzo fossero troppo pochi per legare un bambino ad una casa. Perché quella, ancora oggi, è la SUA casa. E quante volte non mi dice.."Mamma, perché non torniamo nella mia casa di C***?". Un nodo, davvero, anche perché, se dobbiamo dirla tutta, anche a me manca molto la mia casa lì... dove ho lasciato una marea di ricordi vivi e belli. Qui, purtroppo, non sono ancora riuscita a riempirla di quell'amore che vorrei: mi è mancato tempo anche per quello!
E se sto così tanto a parlare di questo è perché, forse, questa "impresa" che ho portato a termine mi ha lasciato più di qualche ferita.
Comunque, dopo il 12 giugno ho avuto modo di riprendermi un po' di tempo, e di spenderlo interamente con Mattia. Il quale, se ha sofferto prima per la mia mancanza, forse ha sofferto durante l'estate per la mia assidua presenza!
Sono state giornate lunghe e il fatto che ci sia stata così tanta pioggia non ha di sicuro contribuito al clima generale. Ma sono state anche importanti perché mi hanno restituito un legame con lui che credevo di aver perso. Ora ci guardiamo e ci capiamo. Certo con me è un po' più capriccioso rispetto a come si comporta con suo padre, ma lui ora cerca i miei abbracci, mi guarda e non teme che non ci si possa vedere per un week end dopo che non ci si è visti per tutta la giornata. Mi guarda e non dubita del fatto che io lo ami.. si lascia coccolare senza fuggire dalle mie braccia. Questa è la cosa migliore di questa estate.. conquistata anch'essa a forza di contrattazione e a forza di compromessi (leggi: lascio perdere il capriccio a favore della relazione o lo sgrido?).
Non so, sicuramente non sono stata la madre che avrei voluto essere.. dalla mia penso sempre che l'ho fatto per la nostra famiglia; dall'altra parte penso al fatto che, mai come nel caso di un bambino, la nostra famiglia sia nel qui ed ora costante.Non posso certo aspettarmi che lui capisca che lo ho fatto PER NOI e non posso far tornare indietro il tempo.
Quello che posso  fare è riprendermi la mia vita e cercare di scusarmi un po'. Non sono stata certo a ballare quando lui era dai nonni.

lunedì 15 settembre 2014

buoni motivi

Mi rifiuto di continuare a scrivere post lamentosi. Certo, di bozze salvate sullo stampo del muro del pianto ne ho almeno altre due e probabilmente potrei riempire un blog intero raccontando le sfighe della sottoscritta. Ma poi: a chi giova entrare in un blog e leggere le sfighe altrui? Forse che posso trarre un qualche piacere dal continuare a ripetermi quanto sono sfigata? Certo che no, anzi. Ho scoperto, appunto, lamentandomi, che questo mio continuo lamento non mi fa assolutamente bene. Non è che "sfogandomi" le cose migliorano infatti. Non ne traggo assolutamente nessun sollievo, e quindi devo cercare di darci un taglio. Devo cercare di concentrarmi sulla parte bella della vita, sui progetti, che si realizzeranno comunque, sulla mia forza, sulle mie conquiste, che saranno piccole nel complesso, e saranno calpestate e svilite, ma in nessun caso devono essere meno di quello che sono, e cioè una conquista.
Per questo è necessario buttare giù un piano d'attacco. Qualcosa che mi serva per ridimensionare i miei attacchi di sfighite acuta e che mi restituisca un minimo di serenità per accettare che le cose sono così, e che purtroppo non è facile cambiarle.
Anche perché siamo a settembre, non posso affrontare un anno scolastico con questo viso sempre abbattuto. Quindi, cerchiamo di inventarci dei buoni motivi per essere contenti

martedì 2 settembre 2014

muro del pianto, cap. 1

Mi dispiace fare di questo blog il mio personale muro del pianto. Probabilmente non è giusto crogiolarsi in  questo modo sulle proprie disgrazie. In effetti sto bene, ho un bravo bambino, ho un compagno che fa da amante e domestico (poraccio), ma io non riesco a digerire quello che mi sta capitando.

Il problema grosso, in tutto questo, è che non riesco a pensare ad altro.. non riesco a pensare che tutto quello per cui ho lavorato così tanto in questi anni sia andato in fumo, e vedo nero ovunque. E, come conseguenza di ciò, mi chiudo. Non voglio uscire, non voglio vedere o sentire nessuno. So che dò il peggio di me, ma, seriamente, perché devo sforzarmi di essere contenta? Dai, con Mattia lo devo fare, perché lui merita una madre con un minimo di sanità mentale, e il mio compagno.
Per il resto se non sento nessuno è meglio. "Come va?" mi chiedono. Quante volte posso rispondere "di merda?". Due, tre, dopo si stufano loro, e mi stufo io. Mi dico che devo cambiare strada, ma cambiarla dopo 4 anni di notti insonni mi sembra ingiusto (non che quello che sto vivendo ora sia meglio eh?). 
Comunque così. Poi non ne posso parlare perché ieri ho tentato e mi sono sentita dare della ridicola. E' vero, ne ho parlato con chi è nella mia stessa situazione e non si piange addosso come la sottoscritta. Probabilmente, anzi dai, sicuramente, sono un papabile successore dei più grandi tragediografi greci. Forse, a pensarci, scrivendo le mie disavventure a qualcosa sarà servito tutto questo dolore. Comunque sappiate che non è solo il tradimento in amore che fa male. Ce ne sono altri che sono in grado di procurare parecchio fastidio.