domenica 17 marzo 2013

Lavori in corso


Mamma mia, riesco a prendere un po' fiato solo in questi giorni.. 
il periodo che è andato da dicembre a marzo è stato veramente intenso.. solo per fare qualche numero sono 5 gli esami che ho sostenuto all'università più il mega concorsone.. mah.. intanto ci ho provato!
Ma il periodo che stiamo affrontando ora non è meno intenso.. stiamo predisponendo tutto per la casa.. la prossima settimana partono i lavori e noi entreremo nel tunnel di chi "ha il mutuo da pagare"! Fatto questo che, per una precaria quale io sono, mi preoccupa non poco! Diciamo che i nostri conticini ce li siamo fatti e rifatti e dovremmo starci senza problemi, ma ovviamente finché non si inizia non si può sapere. Comunque speriamo di farcela.
No, in realtà la parte organizzativa, di lavoro, di spostamenti vari è quella che mi preoccupa di meno. Da brava ragazza ansiosa quale io sono, non potevano non insorgere paturnie di tipo esistenziale no? beh del resto, la casa è una scelta di vita, quindi è quasi scontato che sia così.
Ma diciamocele va, che magari una volta dette, sono meno grandi di quanto mi sembrano ora.
Il motivo principale per cui abbiamo scelto dove stiamo costruendo casa è presto detto: la casa che stiamo sistemando è una casa in campagna: ergo il nanozzo avrà una grandiosa possibilità di vivere a contatto con la natura, scoprire che le uova le fanno le galline e che non nascono già dentro le confezioni del supermercato, potrà capire il ciclo delle stagioni e apprezzarne i frutti. Io sono enormemente felice di ciò.. anche io ho avuto questa possibilità ed anche il mio compagno. Insomma siamo tutti d'accordo che la vita di città possiamo lasciarla alla sua scoperta quando sarà più grande, e prenderà la strada dell'università (a tal proposito, nanino, 1- che non ti venga in mente di non farla 2- che non ti venga in mente di fare il pendolare: l'università si deve vivere!); il lato più, ehm..negativo è che questa casa che stiamo sistemando è in realtà il piano terra della casa dei miei.. ergo.... avrò sempre qualche nonno/a a stretto contatto. Questo mi impensierisce non poco: mi impensieriscono i nuovi equilibri che dovremo creare e la nuova convivenza che si dovrà instaurare: se penso che con i miei ho sempre avuto un rapporto piuttosto particolare non nego di avere molte titubanze, ma spero proprio che il fatto di ritornare "all'ovile" da persona adulta (se penso che ce ne siamo andati a convivere praticamente senza soldi [io avevo appena terminato l'università, lui doveva ancora laurearsi!!], in modo del tutto sconsiderato, mi faccio una grande tenerezza, ma allo stesso tempo, cacchio, mi faccio i complimenti! ci vuole fegato anche per quello no??) faccia si che molti dei conflitti si siano risolti, attraverso il rispetto reciproco dei propri ruoli. 
Quello che, forse, mi rasserena abbastanza è il fatto di vedere che i miei, che potrei rimproverare per un sacco di cose (chissà se a ragione o torto) siano, però, dei nonni meravigliosi.. veramente so di poter contare su di loro per l'educazione che voglio dare a mio figlio.. mi commuove vederli dalla finestra del piano di sopra quando si fermano con Mattia ad osservare, in giardino o vicino all'orto, che un grillo ha saltato o che c'è un'ape che vola, o la formica che cammina..o i fiori azzurri che sbocciano. Mi riempie di gioia vedere il modo con cui rispettano la sua curiosità e i suoi ritmi, di come sanno calmarlo con delle improbabili storie di elefanti o conigli. Mi riempie di felicità vedere come in una banale spesa fatta da mia mamma non manchino mai le barrettine di cioccolata che io ripeto di non prendere, e di come lui sia parte integrante della vita della mia famiglia. 
Non lo so, c'è un po' di inquietudine da parte mia.. ho paura che qualcosa possa non andare, di fare il passo più lungo della gamba, che questo momento possa essere rovinato da chissà cosa.. per questo il periodo che sto vivendo è fatto di grandi entusiasmi e di grandi freni, di felicità e di paure, di fiducia e di angoscia.. è un passo grandissimo, che forse a ragione si dovrebbe fare prima di un figlio ma che alla fine si fa quando si può.. e che anche se fosse stato fatto prima, probabilmente tutte le paure e incertezze ci sarebbero state comunque. E poi una delle paure che ho è quella del tempo che passa.. lo so che è sciocco perché cacchio dai, non può parlare così una neotrentenne, però in fin dei conti è così.. mi dispiace che i miei genitori abbiano una distanza di età fra loro parecchio grande, mi dispiace che affrontino sempre più spesso certi discorsi che io puntualmente sdrammatizzo e butto sul ridere. Forse ne hanno bisogno per affrontare questo nuovo momento della loro vita, ma non nego che a me rattrista e, in un certo senso, copre di uno strano velo quello che dovrebbe essere solo un momento di felicità per tutti.
Comunque non voglio intristire nessuno; in realtà tutti partecipano bene, tutti si danno da fare, l'entusiasmo per questo cambiamento è ben sentito da tutti ed è un'onda di energia. Ora è d'obbligo essere lucidi, tenere bene la mira sugli obiettivi e cercare di centrarli tutti. Si perché accanto a questi c'è l'università: è per me fondamentale, per il mio lavoro, laurearmi il prossimo anno a giugno e questo deve essere prioritario, per il bene della mia famiglia. Per ora ci siamo abbastanza.. dovrei riuscire a farcela ma è d'obbligo anche qui non perdersi in chiacchiere.
E niente, in tutto questo Mattia è splendido.. ci è capitato proprio il bambino giusto al momento giusto.. di lui ci sarebbe veramente un libro da scrivere! Ora è quasi un mese che  sta bene, ma abbiamo avuto un inverno piuttosto denso di malattie, con tre cicli di antibiotico e smocciolamenti vari.. Dai che con la primavera forse abbiamo concluso (e fu così che la mattina dopo il nano aveva la febbre a quaranta!!)
Siamo proprio nei due anni comunque eh? diciamo che con lui non c'è un vero e proprio capriccio.. no, con lui si contratta! eh già perché se tu gli dici "Dai che mettiamo a posto le scarpe" lui ti risponderà una frase che inizia con "Nopeché" seguita da una scusa poco plausibile, tra cui, al momento, va di moda un "devo fare una gita nel bosco" (?!!). E quindi tu, madre che non vuoi importi ma farlo ragionare, inizi con la tua litania fatta di "i bravi bambini aiutano la mamma. le proprie cose si sistemano, bisogna essere ordinati".. ecc ecc.. salvo poi accorgerti che il nano proprio non ti si fila e concludi alzando la voce e prendendolo di forza affinché lui, volontariamente, sistemi le sue benedette scarpe. Eh insomma, sono una pedagogista con i fiocchi no?
Spero di riaggiornare a breve, intanto buona settimana a tutti!